TG1 15 minuti

14 07 2007

Che dire del TG1 delle 13:30 di oggi? Non avevo proprio voglia di preparare un articoletto. Non si meriterebbero neanche la satira.

Il telegiornale dura 15 minuti. Poi parte un servizio di Neliana Tersigni su quanto sia bello andare in vacanza a Il Cairo. Una vera e propria guida con tanto di consigli su gite e ristoranti. A seguire servizio su un gatto che era scappato dalla casa dei suoi padroni e che, dopo diverso tempo, è tornato da loro, ma nella nuova casa in cui si sono trasferiti. Giorgino mentre lo annuncia si lascia andare in sorrisi, come a dire: “è una curiosità, fa ridere, dai ci può stare…”. Viene intervistato il padrone del gatto più fesso del mondo: “E’ incredibile… blablabla… quando me lo sono ritrovato in giardino… blablabla…”. Non viene neanche presa in considerazione l’ipotesi che il gatto è passato di lì casualmente, no, macchè, questo merita il TG1! Avvilito, ma in parte divertito, spero che la situazione si risollevi con il servizio successivo. In India un uomo si è ritrovato un elefante in giardino. Vengono mostrate le immagini del povero pachiderma che gironzola nel cortile del tizio. Oggi è sabato quindi si chiude con Mollica e il suo “Doreciakgulp!”. Non c’è tempo per un’ultima, vera notizia che dia senso ai 15 minuti finali.

Se le notizie non ce le volete dire, ok. Ma allora il telegiornale non fatelo proprio. Mandate in onda 30 minuti di Supervarietà. Per i servizi e le curiosità sugli animali ci sono i programmi di Licia Colò, Geo&Geo, etc… Per i consigli sulle vacanze c’è sicuramente qualche altra trasmissione. E’ inammissibile che lo spazio del tg venga riempito di tutto.

P.S.: Altra triste tele-visione: oggi su la7 è andato in onda uno speciale di un’ora su Paris “Speciale in prima serata” Hilton.





Lo sbarco di Beckham a Los Angeles

13 07 2007

Non c’era bisogno di stare a Londra per preparare questo servizio, bastava leggersi qualche vecchio giornaletto, di quando Beckham diede l’annuncio. Voglio dire, anche per gli amanti di gossip questo servizio è inutile. Non aggiunge niente a quello che già si sapeva mesi fa. Sempre che a qualcuno davvero interessi sapere che un ormai scarso giocatore di calcio è arrivato a Los Angeles per essere ricoperto d’oro, con al fianco la sua mogliettina già pronta per il set cinematografico.

TG1, edizione 13:30, servizio di Giovanni Masotti – Londra. Paparazzati, super-intervistati, psicoanalizzati sui giornali per capirne di più sul loro successo. Il calciatore e la spice girl, ogni fiato un quattrino. Belli. Immortalati senza troppi veli in un servizio fotografico osè su una rivista patinata americana. La NBC pronta ad uno show televisivo sul loro trasferimento negli Stati Uniti. Victoria che si scalda per il trionfale ingresso a Hollywood. E’ un gigantesco affare il trasferimento dei due coniugi che sono approdati poche ore fa a Los Angeles. L’ex condottiero della nazionale inglese si esibirà per i colori un po’ sbiaditi dei Los Angeles Galaxy, al modico prezzo di 250 milioni di dollari in 5 anni, 22 dei quali già spesi per comprare un villone a Beverly Hills. Vicini da casa l’amico Tom Cruise, che cercherà di convertire i Beckham a Scientology, Steven Spielberg e Tom Hanks. David ha l’arduo compito di risollevare le sorti del calcio, il soccer, in America. Una “mission impossible”. Ma Los Angeles, con la sua folta schiera di calciofili ispanici, è la piazza ideale. Ben venuto amigo!

Guarda il video.





ProgetteRai, RealizzeRai, AccedeRai

13 07 2007

Riprendo una notizia già apparsa su http://giornalettismo.ilcannocchiale.it il 10/07 riguardo al caso rai.tv.

Dei problemi del portale rai.tv si interessarono diversi siti e blog. Oltre a questi anche il settimanale l’Espresso che dedicò un articoletto alla vicenda. Nel numero del 12 luglio l’Amministratore delegato di Rainet, Alberto Contri, risponde a quell’articoletto con una lettera:

[…] Non siamo stati “sommersi” da proteste, mentre è vero che alcuni blog molto seguiti hanno stigmatizzato il fatto che per il momento siano stati privilegiati da noi browser come InternetExplorer e tecnologie di fruizione multimediale come Active-X che metterebbero in difficoltà gli utenti dell’ultima versione di Firefox e diversi utenti Mac. La verità è la seguente: avendo pochissime risorse (Rainet dispone dello 0,2% del bilancio totale della Rai per gestire portali, sottoportali, oltre 450 siti, progetti multipiattaforma) si è proceduto per gradi. […]

Non sono stati “sommersi” di email, è vero, le mie stime confermano che di proteste ne hanno ricevuti molte, ma non tutti i 59 milioni di italiani ne hanno inviata una 🙂 Però è ancor più vero che tanti blog e siti molto frequentati hanno dato spazio alla vicenda, sottolineando i problemi tecnici del portale e raccogliendo i pareri per lo più negativi degli utenti Firefox e Linux. A questo proposito il condizionale è fuori luogo: “… metterebbero in difficoltà gli utenti dell’ultima versione di Firefox e diversi utenti Mac…” perchè le tecnologie che erano state scelte impediscono la fruizione dei contenuti con Firefox e Linux (ogni tanto si potrebbe anche citarlo), non c’è alcuna condizione da verificare. La motivazione tecnica sembra anche a me, come scritto da http://giornalettismo.ilcannocchiale.it, non reggersi in piedi. Che senso avrebbe realizzare una prima versione inaccessibile e successivamente mettersi a cambiare ad uno ad uno i tag come è stato poi fatto per aggiustare le cose? Non si dovrebbe prima progettare e poi realizzare? Una buona progettazione riduce anche i costi, oltre al lavoro di manutenzione. L’accessibilità è la missione di Rainet dal ’99, perciò ci si sarebbe aspettati una maggiore attenzione al problema in fase di progettazione.

Rainet ci aveva già dato una risposta soddisfacente. Rispondendo alle email, sui blog, mostrando un interesse apprezzabile. La verità è che il portale è stato pubblicato, inizialmente, senza tenere conto delle diverse tecnologie client e che la protesta è stata necessaria per ottenere degli aggiustamenti. Ulteriori chiacchiere sulla questione sono inutili. E’ più importante impegnarsi a rispettare i buoni propositi espressi 😉

P.S.: siamo a 112741 firme per WiMAXLibero! Forza, firmiamo, diffondiamo!

.





… e giustizia per tutti

10 07 2007

Un automobilista è stato condannato dalla Cassazione a otto mesi di carcere e 1.000 € di multa per essere transitato attraverso un casello Viacard senza essere abbonato. [1]

Yesmin Akter, una giovane cingalese immigrata in Italia, ha scontato due anni di carcere per un omicidio che non ha mai commesso. L’interprete che l’ha assistita durante il processo ha tradotto una confessione che Yesmin non ha mai pronunciato. [2] [3]

Cesare Previti, condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione e interdetto dai pubblici uffici, continua a trascorrere una serena permanenza in Parlamento. Un uomo a cui è stato precluso il diritto di voto può sedere nel Parlamento italiano. E godersi i 14.000 € al mese da deputato. Proprio una fine da perseguitato, come si è autodefinito nell’udienza pubblica del 9 luglio, davanti alla Giunta per le Elezioni di Montecitorio. Giunta che oggi si è espressa. La decisione è stata approvata con 16 voti a favore e 11 contrari. Ora il procedimento passerà all’esame della camera. Non certo una burocrazia snella (l’ex piduista Cicchitto ha parlato di tappe bruciate… !?) per un provvedimento indispensabile a mantenere in vita quel poco di democrazia che ancora abbiamo. Intanto domani Previti potrebbe essere costretto a tornare in carcere: [da Radio Carcere] “Roma 10 luglio 2007: domani davanti alla seconda sezione della Corte di cassazione si celebrerà il processo che vede condannati Cesare Previti, Giovanni Acampora e altri. Se la condanna dell’on. Previti sarà confermata sarà costretto a fare rientro in carcere.“. [4] [5]

Lo scenario della giustizia in Italia è grottesco. Proprio come il film del ’79 con Al Pacino: “… e giustizia per tutti“.

Collegamenti:

.





Harry Potter e il mistero dei due morti misteriosi

9 07 2007

Torna a meritarsi un post nel blog anche il vampiro londinese Giovanni Masotti. Mi da l’occasione per lanciare un appello: se c’è qualche lettore del blog che si trova in Inghilterra, compri il libro “Harry Potter and the Deathly Hallows“, glielo rimborso io. Poi scriva subito in un commento a questo post la traduzione del finale. Dato che “molto probabilmente, per tradurre il testo ci vorranno fino a 5 mesi, il che fa supporre che questo uscirà in Italia solo a Natale 2007, o addirittura ad inizio gennaio 2008” [da Wikipedia] potremmo farci qualche risata ai danni dei fan dell’odioso maghetto 😀

TG2, edizione 13:00, servizio di Giovanni Masotti – Londra. L’attesa è spasmodica. Dodici giorni e il più atteso libro della storia moderna vedrà la luce in Inghilterra. Fremono i fan del maghetto. Un dramma per loro se morirà. Sarebbe la fine dell’appassionante saga. Ma allora, come sarà questo benedetto epilogo? Quali sono i due protagonisti che se ne andranno per sempre, come ha anticipato l’autrice? L’attore che interpreta Harry Potter ha detto: “Ho tanto l’impressione che sarò proprio io, cioè lui, a morire.”, gettando un’ulteriore dose di ansia sui fan. Tanta angoscia ha provocato da qualche giorno una vera e propria rivolta degli appassionati, mentre le scommesse impazzano. In terra inglese è partita una massiccia campagna online per salvare Harry. Già migliaia le adesioni. Una pressione fortissima per l’autrice che alla domanda: “Harry continuerà a vivere? Ci sarà un ottavo libro?” , risponde: “Mai dire mai.”. Lei che è stata abilissima ad alimentare una grandiosa campagna pubblicitaria, che contribuirà, con le vendite del libro, ad aumentare il suo già cospicuo patrimonio.





La maglietta di Veltroni. Ripiegare con cura.

9 07 2007

Bella. Davvero bella, la modella che ha sfilato con indosso la maglietta veltroniana. Una bellezza e un’eleganza rovinate soltanto da quel faccione. Mi ricorda la favola che iniziava con: “A Zigo Zago c’era un mago con la faccia blu…”. Qua il mago non c’è; c’è solo la faccia disegnata in blu sullo sfondo dorato della maglietta. Un’icona che mi ricorda molto quelle dei missionari, dei preti di periferia del sud del mondo. Ripeto e aggiungo: qua non c’è nessun mago, tantomeno un santo. La politica non ha da attendere nessun messia che la salvi. Dopo aver parlato dei primi 10 secondi, passiamo al resto del servizio inutile. Interessante. Davvero interessante, la dimostrazione del metodo rapido per piegare le magliette. In sostanza l’unico contenuto informativo del servizio; finalmente al tg ci dicono qualcosa di utile.

TG2, edizione 13:00, servizio di Giovanni Alibrandi – Sarà il veltronismo che avanza, sarà un nuovo segnale del politicamente corretto, sarà una nuova frontiera della comunicazione politica, sarà pura e semplice piaggeria. Chissà? Di sicuro la maglietta che lo stilista Gattinoni ha fatto sfilare è entrata nel dibattito della politica. Dedicata a Walter Veltroni, con la faccia del sindaco stampata sul davanti e sul retro lo slogan “I care”, “mi sta a cuore”, “mi interessa” che accompagna la scalata veltroniana alla guida del partito democratico. Non è la prima volta che la “maglietta” irrompe sulla scena o nel teatrino della politica. In un altro momento di tensione fra Prodi e Rutelli, il primo definì il leader della Margherita “un bello guaglione”. Rutelli non apprezzò e i suoi amici restituirono pan per focaccia indossando una maglietta con la scritta “io sono un bello guaglione”. Meno impegnativa della frase kennedyana “sono un berlinese”, ma efficace. La t-shirt della bufera fu quella indossata e mostrata solo un po’ dal leghista Calderoli in tv. C’era disegnata una vignetta antislamica e successe il finimondo. E ora è la volta della maglietta veltroniana. La signora Flavia, sua moglie, ha detto: “forse la indosserò, forse no”. Se decidesse per il no potrebbe piegarla e metterla via. Bastano due secondi netti con questa tecnica. La maglietta potrebbe finire in un cassetto, come in un dimenticatoio. La maglietta, non il marito sindaco nonchè aspirante leader nazionale.





Il cacciatore di tempeste

9 07 2007

Vera e propria tempesta di servizi inutili oggi al TG2. E proprio di tempeste si parla nel primo di essi. Anzi, di un cacciatore di tempeste. Questo ragazzo speciale che sfida gli elementi solo per l’ebrezza di farlo. Ci sono tutti gli elementi per scriverci un libro. E poi magari farci un film. Ma sei arrivato tardi Fabio. Credo ci sia già una discreta filmografia sull’argomento. Riguardo alla “visione del mondo”: non è una “visione”; il mondo ha sempre funzionato così, Fabio, non era necessario cercare sui siti internet, è una cosa che sapevano pure i cavernicoli. E Nicolas non ha un ruolo in tutto questo. Se il super ragazzo delle tempeste sta a casa tutto il giorno a noi non cambia niente. Esattamente come la visione di questo servizio non cambia niente nella mente di chi lo vede. Probabilmente era nelle teche del TG2 già da tempo, hanno solo aspettato il momento opportuno per propinarcelo. Però, almeno ora ho la conferma di una cosa: sul sito del TG2 c’è una categoria per le notizie “Ambiente”. Si è stati attenti a non chiamare questa categoria “Ecologia” o “Ambientalismo” per poterci infilare servizi come questo, insieme alla mole di servizi su animali più o meno domestici, che con la tutela dell’ambiente e dei suoi abitanti non c’entrano nulla. E perciò difficilmente hanno un contenuto informativo che ne giustifichi la messa in onda durante un telegiornale nazionale, peraltro su una rete pubblica.

TG2, edizione 13:00, servizio di Fabio Cappelli – Parigi. Nicolas, 26 anni, grande passione per fulmini e tempeste. Mentre i suoi coetanei vanno a caccia di spiaggie e sole, lui è in grado di percorrere migliaia di chilometri per inseguire un temporale. Certo c’è anche un lato economico, Nicolas ha già pubblicato un libro di foto. Ma c’è soprattutto la ricerca delle sensazioni suscitate dalla furia degli elementi. Come lui altre persone, non solo in Francia, condividono la passione per le tempeste. Ci sono anche dei siti internet che dispensano consigli e diffondono una visione del mondo: quella dell’uomo umile testimone della forza della natura. Ruolo non privo di rischi. Pensate: ritrovarsi fra venti violenti, sotto una pioggia di chicchi di grandine grandi come uova. Nicolas si considera un moderato. Quando la tempesta è troppo forte si rifugia in macchina e più di una volta è rimasto bloccato per uno o due giorni.