La maglietta di Veltroni. Ripiegare con cura.

9 07 2007

Bella. Davvero bella, la modella che ha sfilato con indosso la maglietta veltroniana. Una bellezza e un’eleganza rovinate soltanto da quel faccione. Mi ricorda la favola che iniziava con: “A Zigo Zago c’era un mago con la faccia blu…”. Qua il mago non c’è; c’è solo la faccia disegnata in blu sullo sfondo dorato della maglietta. Un’icona che mi ricorda molto quelle dei missionari, dei preti di periferia del sud del mondo. Ripeto e aggiungo: qua non c’è nessun mago, tantomeno un santo. La politica non ha da attendere nessun messia che la salvi. Dopo aver parlato dei primi 10 secondi, passiamo al resto del servizio inutile. Interessante. Davvero interessante, la dimostrazione del metodo rapido per piegare le magliette. In sostanza l’unico contenuto informativo del servizio; finalmente al tg ci dicono qualcosa di utile.

TG2, edizione 13:00, servizio di Giovanni Alibrandi – Sarà il veltronismo che avanza, sarà un nuovo segnale del politicamente corretto, sarà una nuova frontiera della comunicazione politica, sarà pura e semplice piaggeria. Chissà? Di sicuro la maglietta che lo stilista Gattinoni ha fatto sfilare è entrata nel dibattito della politica. Dedicata a Walter Veltroni, con la faccia del sindaco stampata sul davanti e sul retro lo slogan “I care”, “mi sta a cuore”, “mi interessa” che accompagna la scalata veltroniana alla guida del partito democratico. Non è la prima volta che la “maglietta” irrompe sulla scena o nel teatrino della politica. In un altro momento di tensione fra Prodi e Rutelli, il primo definì il leader della Margherita “un bello guaglione”. Rutelli non apprezzò e i suoi amici restituirono pan per focaccia indossando una maglietta con la scritta “io sono un bello guaglione”. Meno impegnativa della frase kennedyana “sono un berlinese”, ma efficace. La t-shirt della bufera fu quella indossata e mostrata solo un po’ dal leghista Calderoli in tv. C’era disegnata una vignetta antislamica e successe il finimondo. E ora è la volta della maglietta veltroniana. La signora Flavia, sua moglie, ha detto: “forse la indosserò, forse no”. Se decidesse per il no potrebbe piegarla e metterla via. Bastano due secondi netti con questa tecnica. La maglietta potrebbe finire in un cassetto, come in un dimenticatoio. La maglietta, non il marito sindaco nonchè aspirante leader nazionale.


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