… e giustizia per tutti

10 07 2007

Un automobilista è stato condannato dalla Cassazione a otto mesi di carcere e 1.000 € di multa per essere transitato attraverso un casello Viacard senza essere abbonato. [1]

Yesmin Akter, una giovane cingalese immigrata in Italia, ha scontato due anni di carcere per un omicidio che non ha mai commesso. L’interprete che l’ha assistita durante il processo ha tradotto una confessione che Yesmin non ha mai pronunciato. [2] [3]

Cesare Previti, condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione e interdetto dai pubblici uffici, continua a trascorrere una serena permanenza in Parlamento. Un uomo a cui è stato precluso il diritto di voto può sedere nel Parlamento italiano. E godersi i 14.000 € al mese da deputato. Proprio una fine da perseguitato, come si è autodefinito nell’udienza pubblica del 9 luglio, davanti alla Giunta per le Elezioni di Montecitorio. Giunta che oggi si è espressa. La decisione è stata approvata con 16 voti a favore e 11 contrari. Ora il procedimento passerà all’esame della camera. Non certo una burocrazia snella (l’ex piduista Cicchitto ha parlato di tappe bruciate… !?) per un provvedimento indispensabile a mantenere in vita quel poco di democrazia che ancora abbiamo. Intanto domani Previti potrebbe essere costretto a tornare in carcere: [da Radio Carcere] “Roma 10 luglio 2007: domani davanti alla seconda sezione della Corte di cassazione si celebrerà il processo che vede condannati Cesare Previti, Giovanni Acampora e altri. Se la condanna dell’on. Previti sarà confermata sarà costretto a fare rientro in carcere.“. [4] [5]

Lo scenario della giustizia in Italia è grottesco. Proprio come il film del ’79 con Al Pacino: “… e giustizia per tutti“.

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Fascism victims

7 07 2007

Non ho partecipato direttamente al corteo di oggi. Un corteo in risposta alle aggressioni di villa Ada del 28 giugno, al concerto della Banda Bassotti. Ho passato un pomeriggio con gli amici, a villa Ada sì, ma ai bordi della manifestazione. Questo mi ha dato la possibilità di riflettere, di respirare a pieni polmoni l’aria surreale di oggi pomeriggio.

Il silenzio. L’immobilità che avvolgeva lo scorrere degli eventi, le azioni. Ho ancora nelle orecchie quel silenzio, intervallato solo dal passaggio dell’elicottero sopra le nostre teste. Gli sguardi, lenti, attenti a capire chi si ha di fronte, a indivuduare ogni dettaglio che fornisca informazioni. Villa Ada alta è uno spazio ampio, privo di voci. C’è chi si gode la bella giornata, il lavoro per questa settimana è finito. Una partitella a pallone apparecchiata al volo, i pali due bidoni, un cane, qualche coppietta.

Fa caldo, un gelato ci sta tutto. Ci incamminiamo diretti a viale Somalia, dal mio gelataio preferito. Sono un paio di settimane che non ci vediamo, qualche battuta, qualche ricordo, le vecchie storie. La strada intorno a noi è priva di vibrazioni, l’asfalto è caldo sotto il sole battente. Ci avviciniamo a piazza Vescovio, le camionette della polizia occupano la via d’accesso, i poliziotti sono molti. Che facciamo passiamo di qua? Ma si ormai ci stiamo. Leggi il seguito di questo post »