Galeotto fu il set

27 11 2007

Continua la serie “Galeotto fu…” trasmessa in questi giorni dal TG2. Storie d’amore di VIP – meglio se con qualche anno sul groppone – che si invaghiscono di belle ragazze dando scandalo. Che le notizie siano vere o no non importa, sono l’occasione per presentare un’accurato profilo di un personaggio famoso, l’elenco delle sue mogli, delle sue amanti, spezzoni dei suoi film. Passare 1 minuto e mezzo in allegria, insomma.
Ma anche oggi il vero scoop ve lo diamo noi:

Non sarà come la storia di Jack lo squartatore, ma ha già fatto parecchio rumore la notizia data, a Giuseppe, da Mario er pizzicarolo, già aiuto meccanico nell’officina – in qualche modo premonitrice di Franco – “Officina Giannelli”. Sto spione de Mario ha rivelato che quel bamboccione de Franco s’è innamorato gnientemeno che de ‘a sorella de’amica de Fabrizio, quella alta, bionda co du’ … così. Che sia vero o no, a noi nun ce frega gniente, perchè, ah Franco, te a 43 anni è mejo che te dai ‘na mossa, chè c’hai ‘na moje, du’ fiji e la rata der mutuo da pagà; altro che ‘a sorella de’amica de Fabrizio!

TG2, edizione 13:00, servizio di Adele Ammendola – Non sarà come la storia di Jack lo squartatore, ma ha già fatto parecchio rumore la notizia data, ad un quotidiano spagnolo, dall’attrice Scarlett Johansson, già protagonista del film – in qualche modo premonitore di Allen – Scoop! La seducente Scarlett ha rivelato che il grande Woody si è innamorato nientemeno che di Penelope Cruz; non sappiamo se ricambiato. Fatale sarebbe stato il set dell’ultimo film di Allen, girato l’estate scorsa a Barcellona, protagoniste la Cruz e la stessa Johansson. Vera o falsa che sia, la notizia rilancia l’immagine di un Woody Allen grande amatore. «Quando una donna è stata a letto con uno che le ha fatto vedere il paradiso… Io sono stato la fine del mondo ieri notte: non mi sono dovuto alzare neanche una volta per consultare il manuale.» Con o senza manuale, Woody di storie d’amore ne ha avute parecchie: tre mogli – Harlene Rosen, Louise Lasser e l’attuale la giovane Soon-Yi – e due relazioni importanti – Diane Keaton e Mia Farrow -. Compagne di vita e di lavoro, muse ispiratrici, ma spesso anche fonte di guai legali e scandalo, come nel caso di Soon-Yi, figlia adottiva della Farrow. Chissà se Penelope si aggiungerà al gruppo, certo, l’immagine del grande regista che balbetta davanti alla donna amata, in fondo, non ci dispiace. Conferma che questo geniaccio del cinema a 72 anni ha ancora lo spirito di un ragazzino. «Provaci ancora Sam»

Prossimamente, sempre sul TG2, andrà in onda la nuova stagione della fiction “Febbre e Deliri”. Scongiurata la minaccia dell’aviaria, nei nuovi episodi Luca e Cinzia dovranno salvare il mondo dall’influenza delle isole Salomone che minaccia di lasciare a casa la popolazione con 38 di febbre, tosse e dolori articolari.
E’ in corso di realizzazione, invece, la prossima serie di “L’estate più calda degli ultimi 1000 anni”, in programma per i primi di luglio. A presto anticipazioni.

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Galeotta fu l’intervista

26 11 2007

L’arte di seduttore di Sarkozy fa il giro del mondo e infuria il gossip.
Naturalmente il TG2, data la scarsità di notizie su Paris “dove sei finita?” Hilton, ha deciso di integrare le quotidiane telenovela del dolore con una puntata speciale sulle gesta del Presidente della Repubblica Francese, nei panni di cavalier cortese.
Ma il vero scoop ve lo diamo noi, e riguarda un altro cavaliere, quello nostrano:

Tutti ricordano la foga con cui il Presidente Berlusconi lasciò lo studio durante un’intervista con la giornalista Lucia Annunziata. Ma in questi mesi c’è stata un’altra intervista, in cui non solo il Presidente non se n’è andato via in aticipo, ma che sarebbe stata anche galeotta. Ritanna Armeni, bionda (n.d. ?) e spigliata (n.d. ???) giornalista di un’emittente privata, ha potuto fare al Presidente tutte le domande che Giuliano Ferrara gli ha concesso di fare. Il fatto che lei non lo abbia insultato ha alimentato, tra gli esperti di gossip, l’ipotesi che tra i due ci sia del tenero.

TG2, edizione 13:00, servizio di Fabio Cappelli – Tutti ricordano la foga con cui il Presidente Sarkozy lasciò il set di un’intervista con l’emittente americana CBS a causa di una domanda sul divorzio dalla moglie Cecilia. Ma in questi mesi c’è stata un’altra intervista, in cui non solo il Presidente non se n’è andato via in anticipo, ma che sarebbe stata anche galeotta. Laurance Ferrari, bionda e spigliata giornalista di un’emittente privata, ha potuto fare al Presidente tutte le domande che voleva. Il fatto che lei sia stata vista più volte all’Eliseo ha alimentato, tra gli esperti di gossip, l’ipotesi che tra i due ci sia del tenero, e la notizia è stata pubblicata dal quotidiano britannico Daily Mail. Quel che è certo è che c’è una coincidenza sospetta: proprio nel momento in cui il Presidente ha annunciato la fine del matrimonio con Cecilia, Laurance ha divorziato da Tomas Hugh, altro giornalista televisivo, che aveva sposato 14 anni fa. Inutile cercare conferme o smentite all’Eliseo: in questi giorni Sarkozy è impegnato in una visita in Cina. Molti avevano scommesso, però, che difficilmente sarebbe rimasto solo a lungo.

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Medici senza concorso

25 11 2007

In Italia abbiamo, forse, un’Università sbadata.

Mi hanno scritto i ragazzi e le ragazze del Comitato ‘Giovani Medici’ (http://giovanimedici.forumfree.net) per denunciare il loro problema. A causa di disorganizzazione legislativa e disattenzione politica, a più di 2000 medici di tutta Italia, freschi di laurea, è stata di fatto negata la possibilità di partecipare al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione per l’AA 2006/2007. Hanno dovuto interrompere la loro formazione per un anno e ritardare così il loro ingresso nel mondo del lavoro.

In Italia abbiamo, forse, un’Università sbandata.

“Siamo il Comitato ‘Giovani Medici’, vogliamo far presente il nostro problema e denunciare il comportamento del Ministro dell’Università e della Ricerca italiano, on. Fabio Mussi, riguardo al bando di concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione AA 2006/2007.

Si è venuta a determinare una disparità di trattamento fra i giovani medici abilitati a Luglio 2007 e quelli che saranno abilitati a Febbraio 2008.

Gli abilitati di Luglio 2007 sono stati estromessi dal concorso di accesso alle scuole mediche di specializzazione tenutosi a luglio in quanto non in possesso dell’abilitazione al momento del termine della presentazione della domanda di partecipazione al concorso (1-10 Giugno 2007), poiché la data dell’esame di Stato fissata per il 18 Luglio non permetteva di ottenere tale requisito nei tempi richiesti.

Il Ministro Mussi, interpellato in merito ha risposto che l’abilitazione all’esercizio della professione era un requisito indispensabile e che non erano ammissibili deroghe. Contemporaneamente il Ministro annunciava la volontà di ripristinare una normale calendarizzazione del concorso con l’emissione del bando nel mese di Settembre e lo svolgimento delle prove concorsuali nel mese di Novembre in concomitanza con l’inizio dell’Anno Accademico. Stessa cosa il Ministro l’ha ribadita sia il 25 Ottobre, in risposta ad una interrogazione parlamentare, sia il 31 Ottobre durante una videoconferenza.
Nelle ultime settimane, in seguito a sollecitazioni politiche e non, il Ministro ha però avuto un’inversione di tendenza, che è culminata nel comunicato stampa del 22 Novembre 2007, quando Mussi ha invece deciso di ritardare la pubblicazione del bando per permettere agli abilitandi di Febbraio di partecipare al concorso. A tal fine il Ministro ha addirittura emanato due decreti: nel primo anticipa la data di svolgimento dell’esame di abilitazione dal 15 Febbraio al 6 Febbraio; nel secondo stabilisce l’avvio dei corsi di specializzazione al 10 Marzo, disattendendo così la promessa di non perpetuare il ritardo accumulato dai suoi predecessori.

Alla luce dell’attuale decisione denunciamo pubblicamente il comportamento parziale del Ministro Mussi. Sembra quasi che per il Ministro i giovani medici abilitatisi a Luglio abbiano meno diritti dei medici che si abiliteranno a Febbraio e questo sul presupposto di una falsa meritocrazia.”

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Politicat

23 10 2007

Oggi il TG2 ci propone anche una rassegna di stampa estera.
In primo piano la politica con la corsa alla Casa Bianca che ha preso il via. Tra le fila dei democratici è però assente il gatto Soxs e la polemica infuria. I giornali pubblicano le proteste dei felini: “la categoria non è rappresentata!” tuona Gatto Silvestro, esponente di spicco del movimento e da molti indicato come possibile candidato sindaco di Topolinia. “Soxs avrebbe garantito moltissimi voti. E’ un triste giorno per la democrazia degli Stati Uniti d’America.” ha dichiarato Tom. Di tutt’altro avviso, naturalmente, Jerry che insieme a Topo Gigio attacca: “il partito dei gatti è allo sbando, litigano fra di loro.”

A noi andrebbe bene anche così, ma almeno togliete il bollino ‘TG2′ e avvisate che dopo il notiziario vanno in onda i cartoni animati. Grazie.

TG2, edizione 13:00, servizio di Maria Novella Rossi – Sì, proprio carino. Si chiama Soxs, “calzini”, apparteneva alla famiglia Clinton. E proprio Hillary invece l’ha fatto: l’ha lasciato alla vecchia segretaria, non l’ha portato con se quando, sei anni fa, dalla Casa Bianca i Clinton si sono trasferiti nella nuova residenza. Polemica a scoppio ritardato ora che Hillary sta correndo per diventare la prima presidentessa degli Stati Uniti. Il giornale inglese Sunday Times parla di gesto freddo e calcolatore dell’ex first lady e pubblica la storia del povero gatto soriano tanto amato da Chelsea, la figlia di Clinton. Arrivato alla Casa Bianca nel ’93, per otto anni Sox è stato il gatto meglio nutrito, più coccolato e vezzeggiato del mondo. Tutto bene finchè Hillary ha deciso di abbandonarlo al suo destino. “In fatto di amore per gli animali ha predicato bene e razzolato male” ha scritto la rivista americana The Atlantic, e altri ancora hanno accusato la moglie di Bill Clinton di essersi disfatta di Soxs dopo averlo adoperato a scopi di propaganda. “E’ meglio che il gatto rimanga con chi ha passato più tempo con lui” si difende Hillary, ma non tutti sono convinti di queste scuse.

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DDL Levi: libertà per i blog?

20 10 2007

Il 12 ottobre è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge sulla nuova disclipina dell’editoria. Potete scaricarlo da qui:
http://www.governo.it/Presidenza/DIE/doc/DDL_editoria_030807.pdf

Il DDL prevede che i siti vengano registrati ad un’apposita autorità, abbiano una società editrice e un direttore responsabile iscritto all’albo dei giornalisti.

A queste condizioni il 99% dei siti e dei blog andrebbe chiuso. Nessun ragazzo che volesse aprire un blog potrebbe farlo.
E’ ciò che Grillo ha fatto notare in questo post:
http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_legge_levipr/

A Grillo ha risposto con una lettera l’autore del DDL, Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio:
http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/testo_int.asp?d=36855

Levi sostiene che il ragazzo che volesse aprire un blog sarebbe escluso dall’obbligo di registrazione:

Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell’editoria.

Ma quali sono i criteri secondo i quali uno “pubblica un vero prodotto editoriale e diviene un autentico operatore del mercato “?.

Vediamo allora cosa è scritto nel DDL.

Nel comma 1 dell’Art.2 e nell’Art.5 si definiscono i termini principali:

Art.2
(Definizione del prodotto editoriale)

1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Nei prodotti editoriali rientrano quindi siti e blog.

Art.5
(Esercizio dell’attività editoriale)

1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

La pubblicazione di contenuti su siti e blog è quindi attività editoriale, anche nel caso non abbia scopo di lucro e forma imprenditoriale.

Art.6
(Registro degli operatori di comunicazione)

1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.

Tutti i soggetti che esercitano attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel ROC. Sono esclusi solamente i punti finali di vendita.

Il comma 1 dell’Art.7 precisa che l’iscrizione al ROC sarà utile anche per l’applicazione delle norme sui reati a mezzo stampa per chi pubblica su Internet.

Non vedo dunque dove si faccia distinzione fra il blog del ragazzo e una testata giornalistica on-line. Un blog è un prodotto editoriale, scrivere su un blog è un’attività editoriale, anche se svolta senza fine di lucro e forma imprenditoriale.

Questo DDL è allarmente. Un bel favore alla casta dei giornalisti. Si salverebbero solo le testate giornalistiche on-line. Si sancirebbe anche su Internet l’esistenza della Vera Informazione, quella che solo gli Organi di Informazione Ufficiali, paladini del Vero, possono divulgare.
Nella lettera Levi parla di “vigilare sul mercato“. Qui il mercato lo si vuol creare. Un mercato inquinato dai privilegi.

Tutti possiamo fare informazione. La possibiltà per chiunque di aprire un blog garantisce che qualsiasi notizia abbia visibilità, anche se non è stata divulgata dagli Organi di Informazione Ufficiali.
Su Internet tutto si azzera. Si può fare giornalismo senza essere un giornalista, intrattenimento senza essere un comico. Quello che conta sono i contenuti. Ed è chi naviga che sceglie i migliori.

L’informazione in Italia è misera. Si basa su un sistema controllato da politica e pubblicità. I giornali prendono milioni di euro di contributo statale. Il futuro è Internet. E perciò anche in Rete servono delle misure che garantiscano gli stessi privilegi.

Ho letto spesso che chi cerca di regolamentare Internet non conosce la Rete. E’ falso. Sono i cittadini che non conoscono la Rete. Quanti di noi scrivono su un sito? Quanti hanno accesso alla banda larga? Quanti utilizzano Internet come mezzo di informazione? La cultura della Rete non è ancora diffusa. Sanno che ora è il momento giusto per introdurre le regole, saranno pochi ad accorgersene, saranno pochi a ricordarsi una Rete libera, e dopo qualche tempo a tutti sembrerà normale.

Scriviamo a Ricardo Franco Levi: levi_r@camera.it

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Collegamenti:

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Dov’è il mappamondo di Hitler?

9 10 2007

Di che colore era il cavallo bianco di Garibaldi?
Dov’è il mappamondo di Hitler?
A questi e ad altri quesiti va data risposta.
Questa volta ci pensa Marco Varvello, inviato a Berlino. La capitale tedesca, si sa, non è Londra, nè tantomeno Parigi in quanto a fatti di gossip. E così Varvello cerca di capitalizzare le sue visite turistiche nei musei e nella provincia berlinese, realizzando servizi su qualsiasi cosa. Un turista per caso praticamente.

TG1, edizione 13:30, servizio di Marco Varvello – Berlino. In fondo la colpa è del genio di Charlie Chaplin. In un minuto inchiodò la paranoica megalomania di Hitler con l’immortale scena del mappamondo, un giocattolo tra le mani del grande dittatore. In realtà non esistono foto di Hitler vicino al planisfero e così per decenni si perpetuò l’equivoco che questo globo, al Museo berlinese di Storia Tedesca, fosse l’originale. Un foro di proiettile russo a testimoniarne l’autenticità. Invece no, il professor Wolfgang Pobanz, 68 anni cartografo in pensione, ha ora dimostrato che era di Von Ribbentroff al Ministero degli Esteri. “La base è diversa” ci dice Pobanz, tranne che nel fisico una specie di Indiana Jones che ha dedicato una vita alla caccia del prezioso cimelio. Ma il mistero è fitto: di mappamondi prodotti dalla famosa fabbrica berlinese Columbus ce ne sono parecchi: a Monaco di Baviera, a Varsavia. “Forse, chissà, è finito in Russia” ci dice il direttore del museo. “Sappiamo che in fondo gli ufficiali russi furono gli unici a vederlo davvero e a farsi fotografare con l’originale”.

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Il misterioso caso dei video spariti da YouTube

8 10 2007

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Il caso è già stato risolto. E’ stata la Rai a richiedere la cancellazione dei video in forza del copyright. La Rai ha registrato un proprio account su YouTube. Molti video con interviste a politici sono stati cancellati. E’ stato cancellato anche il video di Polito “è impossibile applicare tutto, ci son 280 pagine“.
E’ una cosa su cui riflettere.

L’informazione sta diventando un monopolio. Ci sono gli Organi di Informazione preposti a diffonderla. E poi ci sono gli altri: i bloggers, considerati indistinte voci perse nel caotico marasma della Rete.
Gli Organi di Informazione rivendicano il loro ruolo, si propongono come paladini della Verità. Sono gli storici del nostro presente. Decidono cosa archiviare. Decidono che impressione avremo di questi giorni fra 20 anni andando a rileggere i giornali, a rivedere i video dei TG.
La tecnologia sta stravolgendo il flusso delle informazioni. Oggi l’informazione può essere fatta da tutti, basta una connessione Internet. Nella rete blog, siti, forum diffondono notizie ancor prima delle testate dei TG. Vengono trattati argomenti che gli organi di stampa, controllati dalla politica e dalla pubblicità, trascurano. Si sta formando una cultura in Rete, una società che sa proporre e scegliere contenuti. Una società che utilizza la Rete come strumento di sensibilizzazione, attivismo, critica.

La condivisione dei video è informazione. E’ memoria. E’ uno strumento per non dimenticare.

La Rai aveva il diritto di chiedere la cancellazione di quei video dato che ne detiene il copyright. La soluzione non è gridare all’ingiustizia. La soluzione è pretendere che siano gli abbonati Rai a decidere sulla fruizione dei contenuti. Contenuti già pagati con il canone. Il servizio pubblico è un servizio ai cittadini, è dei cittacini. La Rai viene ammministrata per conto dei suoi abbonati. Deve funzionare bene per gli abbonati.
E perciò dobbiamo poter usufruire dei contenuti nel modo migliore possibile. Caricare su YouTube video protetti da copyright non è legale. La Rai deve permettere la pubblicazione dei video senza scopo di lucro. Esistono modi per farlo. Ad esempio rilasciando le registrazioni sotto CreativeCommons.

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